
La mia scelta di
aderire a Sinistra Ecologia Libertà
Dopo oltre dieci anni trascorsi in Rifondazione
Comunista ho deciso di aderire a Sinistra Ecologia Libertà.
Ho ricoperto per due mandati incarichi elettivi (2001
in Circoscrizione e 2006 in Consiglio Comunale) rappresentando un
Partito senza il quale probabilmente ciò non sarebbe stato possibile
e per la cui comunità nutro un senso di rispetto nonostante la fine
della mia militanza nelle sue fila.
Un Partito trasformato, trasfigurato in questi
anni,incapace di cogliere i limiti della propria azione dopo il
Congresso di Chianciano del 2008 e impegnato piuttosto ad un
esercizio teorico e spesso sterile del concetto di comunismo
museale.
Ho avuto per molti mesi nostalgia del partito
conosciuto durante la guerra in Kosovo nel 1999 e poi ancora durante
i movimenti contro la globalizzazione, luogo dell'inclusione
politica di culture diverse tra loro, di sperimentazione e di
aperture anche coraggiose contro gli schemi classici
dell'ortodossia.
Un luogo che ha ospitato e fatto crescere una
generazione di militanti con l'esercizio dell'inclusione come
pratica quotidiana, che per primo aveva drammaticamente intuito
l'irruenza del termine Precario nelle vite di noi tutti quando
ancora larghi strati del Centrosinistra teorizzavano a gran voce la
bellezza del mercato e della flessibilità per i giovani.
La fine della mia esperienza in questo Partito è
dovuta alla fine di quello che è stato per anni un punto di
riferimento nella politica, nella società, nei luoghi di lavoro e
del conflitto: da spazio delle moltitudini a teatro di solitudini.
Penso che quella storia di Partito volga lentamente
al termine e che un'intera generazione politica rischia di rimanere
schiacciata da quel crollo finale. Molti dei compagni che ho
conosciuto in questi anni rimangono per affetto, altri per paura del
cambiamento. Io penso che sia tempo di rimettersi in cammino,
altrove, portando con noi il meglio che Rifondazione Comunista ha
prodotto nei suoi vent'anni di storia, senza abiure o
disconoscimenti.
Ho aderito a Sinistra Ecologia Libertà perché qui
intravedo il campo in cui poter mettere a frutto il bagaglio e il
senso di quella storia. Nessun partito può bastare o avere la
pretesa di definirsi autosufficiente, non con una crisi di tale
portata che investe anche le organizzazioni della sinistra e che ci
impone ripensamenti e nuove elaborazioni.
La critica del sistema capitalistico e la Costruzione
di un'Alternativa di società restano e sono oggi il nostro
orizzonte:
il nostro imperativo deve diventare interrogarsi
camminando e non semplicemente brandendo i simboli del passato come
rifugio eterno e bastante.
Dopo la disfatta della Sinistra Arcobaleno, si è
pensato che il ritorno alla tradizione e ai suoi simboli fosse
sufficiente a tenerci a galla, mentre le falle della nostra barca si
allargavano.
C'è una generazione che non può arrendersi alla fine
di un'esperienza politica e che non può essere consegnata al
grillismo o al Pd come unico orizzonte possibile.Costa fatica e
sudore ma è uno sforzo che dobbiamo a quei mondi che reclamano
diritti e cittadinanza e una pratica nuova della cosa pubblica e
della militanza .
“Ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e
non solo uno per uno” diceva Enrico Berlinguer e io penso da qui si
possa e si debba ripartire in Sinistra Ecologia Libertà con
Nichi Vendola.
Luca
Cassano
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