Fusione Gtt-Atm? La
centralità è la qualità trasporto pubblico
In queste settimane
Signor Sindaco abbiamo assistito ad un dibattito per molti versi
surreale sul futuro di Gtt e del trasporto pubblico torinese.
Le polemiche politiche originate dalle modalità con cui la Città ha
deciso di affrontare questa discussione sono solo uno degli aspetti
che questo dibattito mette oggi in luce.
Le categorie classiche con cui in questi anni si è voluto
classificare chi aveva dei dubbi legittimi sulle operazioni
economico-finanziarie,urbanistiche,o di gestione delle aziende che
si occupano di servizi pubblici locali,riemergono con forza anche in
questa occasione.
Da una parte i progressisti e dall’altro i conservatori in uno
schema facile da rappresentare sui quotidiani e sui mezzi di
informazione meno per spiegare a fondo ai cittadini torinesi le
conseguenze delle scelte che questa Sala prenderà nelle prossime
settimane.
Più volte abbiamo denunciato, e non siamo stati i soli,l’eccessiva
politicizzazione dell’Atm prima e del Gruppo Torinese Trasporti in
una escalation colmata nello scontro interno al PD di questi giorni
figlio di un conflitto eterno ed irrisolto tra le anime Ds e quelle
di area Margherita.
Troppo facile sarebbe signor Sindaco criticare la nomina di cui
veniamo a conoscenza dalle pagine dei giornali,adducendo come prima
motivazione quella che si cerca a pochi mesi dalla nomina dorata di
Razzelli (1200 euro al giorno) di individuare un altro arbitro della
contesa tra vertici apicali dell’azienda.
Tutto questo non interessa che a pochi eletti e non ai cittadini
torinesi.
Gli anni che verranno e la crisi in atto impongono agli enti locali
scelte coraggiose per il mantenimento e l’estensione del diritto
della mobilità urbana.
Sempre più persone non sono in grado di far fronte alle spese per il
mantenimento di un mezzo privato e ricorrono all’offerta di quello
pubblico che andrebbe potenziato come servizio essenziale
indipendentemente dalla rendita economica e di bilancio delle
aziende stesse.
Non ci interessa qui e oggi dilungarci o parteggiare per una delle
due opzioni fino ad oggi in campo;né quella della Fusione Gtt-Atm né
dell’azienda regionale dei trasporti.
Ribadiamo quanto detto qualche mese fa nel primo dibattito
affrontato in questa sala sul tema;quali rapporti avrà con i privati
e come questi rapporti influiranno su tre piani:
- il mantenimento dei livelli occupazionali come il tema spinoso del
costo del lavoro
- politiche tariffarie di medio termine
- copertura della rete urbana senza tagliare le linee a basso
rendimento economico ma dal significativo valore sociale.
Lo diciamo anche perché nella composizione del futuro management
compaiono già figure che si sono contraddistinte in questi anni per
la concentrazione di risorse a favore dei servizi redditizi e meno
per gli altri. Non occorre ribadire e non è certo il nostro compito
quale è stata l’eredità delle Ferrovie dello Stato ad esempio.
Le prove di forza in corso nel Pd non possono penalizzare la qualità
del servizio di trasporto pubblico torinese.
Non ci interessa per altro contribuire all’annoso dibattito sul peso
delle due città ma forse sono legittime le considerazioni di chi
parla fin da subito di annessione del Gtt da parte dell’Atm.
I campanilismi non possono essere l’oggetto dell’approfondimento che
da questa sala parte così come non potranno esserlo il mantenimento
dei bacini di potere maturati dalle anime del Pd.
Abbiamo apprezzato molto la scelta di coinvolgere il consiglio in
questa fase. Questo coinvolgimento sarà utile se non servirà a
dirimere le controversie nate altrove ma per fornire a chi in questa
Sala deve rappresentare i cittadini torinesi,tutti gli strumenti di
conoscenza nell’interesse del trasporto pubblico torinese.
Questa sala dovrà essere luogo di approfondimento ed elaborazione
concreta non il luogo di un regolamento di conti o per alimentare
pulsioni ad intese bipartisan.