Dal Lingotto alla Pellerina,in
coda per il futuro…

Quasi nelle stesse ore per un curioso caso del
destino, si aprono a Torino la convention dei
giovani del Pd e i provini del Grande Fratello.
Nutro sentimenti opposti per questi due
appuntamenti così vicini e così lontani:
rispetto e stima per la voglia di provarci
ancora nonostante tutto e tutti, di una
generazione che rifiuta di accontentarsi delle
macerie e delle briciole dei padri(o forse in
alcuni casi dovremmo dire dei nonni),per chi
oggi discuterà del futuro di un Partito che
affronterà da qui ad ottobre la sua sfida per
cominciare ad esistere e sopravvivere allo
stesso tempo.
C’è un’altra Torino che oggi si assieperà in
coda per pagare 15 euro e passare 8 ore in un
reality-bunker coltivando il sogno di essere tra
i concorrenti del Grande Fratello.
Confesso di nutrire un sentimento di pena e
sconforto per costoro; sarebbe riduttivo pensare
all’Italia del disimpegno. Sarò snob, elitario,
schizzinoso forse, ma non è difficile unire i
pezzi del puzzle berlusconiano che si compone di
reality e tele promozioni, copertine patinate e
champagne e tenta di anestetizzare i cervelli di
grandi e piccini.
Un’Italia che esce a pezzi dagli scandali di
queste settimane e del modello di auto
promozione ma che è ancora tristemente presente
e forse maggioritaria nei sogni dei tanti.
E una domanda mi assale: quali nuove candidate
per le elezioni partorirà la stagione dei
reality?E se infiltrassimo un po’ di giovani
militanti della sinistra nella coda per il
Grande Fratello?O viceversa?
Se provassimo ad ascoltare o a comprendere le
ragioni di una generazione in coda per la
notorietà a buon mercato?
Non so se la Serrachiani potrà rappresentare
l’alternativa ai notabili e all’esercito di ex
che in queste ore si schiera per Franceschini o
Bersani;confesso di vedere intorno a lei, i
rischi della logica da figurine Panini che ha
guidato il Veltronismo nella scelta delle
candidature per le elezioni politiche del 2008.
La velocità e il bisogno disperato di facce
nuove nel Pd (Renzi, Soru, Serrachiani,
Zingaretti, Emiliano, etc…),è proporzionale alla
difficoltà di innovare nelle modalità e nei
linguaggi il Partito. Facce pulite e nuove da
spendere al servizio delle gerarchie posizionate
ai blocchi di partenza dell’imminente Congresso.
Forse dovremmo cominciare a pensare alla vita di
un politico come quella di un calciatore la cui
carriera agonistica ha dei limiti biologici e
fisiologici oltre i quali non ci si può
impegnare agli stessi livelli,pur
continuandomagari a coltivare la passione nei
campetti della domenica…
Le motivazioni di chi sceglie ancora di far
politica e il malcontento che ha “eletto”la
Serrachiani a portavoce può rappresentare una
variabile non controllabile dagli apparati.
Può nascere in queste ore o forse è già nata la
generazione che dovrà costruire il difficile
ponte tra il Lingotto e la Pellerina e non sto
chiaramente parlando dell’ennesima
infrastruttura della Torino postolimpica…
Saranno i giovani democratici la classe
dirigente dei questuanti del Big Brother? Da
militante della Sinistra sballottata e da
giovane non posso che sperare in questa ipotesi
piuttosto che nel suo contrario.
La fine politica di Berlusconi,dovrà riaprire
una lenta stagione di ricostruzione
culturale,politica e morale quasi fossimo in un
nuovo Dopoguerra. Lo spirito richiesto sarà
quello della generazione che rifece l’Italia
dalle macerie;il compito spetterà proprio a
coloro che hanno ricevuto meno in eredità dai
propri genitori.
Se le cose non cambieranno a breve,l’incertezza
di vita come unica certezza e la precarietà come
metronomo di una vita sembreranno condizioni
ineluttabili;l’atto di ribellione dei piombini
verso i loro padrini politici deve partire da
qui.
La precarietà è il dono dei secondi verso i
primi,come pensare che vi considerino veramente
una risorsa autonoma ed indipendente?
Nella speranza di costruire un campo largo di
solidarietà generazionale oltre le appartenenze
partitiche rivolgo questa domanda agli amici e
compagni presenti oggi all’assise del
Lingotto,sentendo oggi più di ieri il bisogno di
impegnarsi per un terreno comune.
Ripartendo da qui,dai fallimenti di chi ci ha
preceduto e dal bisogno di consegnare un’Italia
migliore a chi verrà dopo di noi,un Paese in cui
valga la pena di far crescere i propri figli.
"Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il
vostro entusiasmo.
Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la
vostra forza.
Studiate, perché avremo bisogno di tutta la
vostra intelligenza"
Antonio Gramsci