CONSIDERAZIONI FUSIONE IRIDE-ENIA
Luca
Cassano
La
delibera che questo Consiglio si accinge a votare colleghi
consiglieri riveste un significato politico e strategico non
indifferente.
Stiamo costituendo in queste ore il contenitore futuro
necessario ed utile ad assorbire buona parte dei Servizi
Pubblici Locali attualmente gestiti dal Comune direttamente o
attraverso le società ex-partecipate.
Stupisce la retorica di quanti continuano, ancora oggi nel mezzo
di una crisi che riscrive le leggi dell'economia,a lodare
termini quali la concorrenza,la competizione ed il
mercato,quello stesso mercato che riscrive le sue regole e
chiede soccorso allo Stato,alle Istituzioni,agli Enti Locali.
Tanti sarebbero gli aspetti da sottolineare in una discussione
incompleta che andrebbe condotta insieme alla Città,alle sue
forze sociali ai movimenti per la difesa dei Beni comuni.
Si è invece scelta la strada più semplice,quella di affrontare
il dibattito in maniera tardiva e distratta senza garantire gli
adeguati approfondimenti ai consiglieri,ricalcando il vecchio
canovaccio degli amici del Progresso,da un lato, contro le Forze
Conservatrici dall’altro.
O invocando il concetto tanto caro della “Fiducia”,come
passepartout con cui superare i dubbi legittimi e le richieste
di approfondimenti o chiarimenti.
Il lungo elenco di attività previste dall'articolo 4 del nuovo
Statuto ci consegnerà una realtà in cui i Consigli Comunali non
saranno più chiamati a decidere sui servizi pubblici erogati, le
cui scelte verrebbero operate da una quotata in Borsa il cui
scopo prioritario è quello di distribuire utili e dividendi ai
propri azionisti.
Scopo legittimo per una società di capitali,meno per una nata
dai Comuni con lo scopo di offrire servizi ed occupazione ai
territori in cui sono radicate.
Forse,sarebbe stato utile interrogarsi sull’opportunità di
affidare un domani quanto mai prossimo, materie quali la
gestione dei servizi cimiteriali o le manutenzioni di parchi e
strade ad una quotata in Borsa distante dai nostri territori e
dalle loro esigenze e non concentrarsi esclusivamente sulla
governance e sui Consigli di Amministrazione,tema caro a molti.
Oltre agli aspetti tecnico finanziari di non facile comprensione
per i non addetti ai lavori, stupisce la sottovalutazione delle
implicazioni dirette per i servizi pubblici locali che questa
votazione avrà a cominciare dalla possibilità per la new.co di
occuparsi dell’imbottigliamento e vendita al dettaglio o
all’ingrosso di acqua potabile sia direttamente che
indirettamente.
Questo in un momento particolare in cui amministrazioni come
Parigi assumono decisioni di portata storica ritornando alla
gestione totalmente pubblica dell’acqua,cancellata dall’ex
Presidente Chirac nel 1984,scendendo in campo nella battaglia
mondiale per la ripubblicizzazione del servizio idrico e per il
riconoscimento dell’acqua come bene comune e diritto umano.
Noi,dal canto nostro,non vediamo o facciamo finta di non vedere
che Il servizio idrico di Genova e del Nord Emilia verrebbe
consegnato a Veolia, proprio quando questa multinazionale viene
mandata via da Parigi e il futuro della stessa SMAT di Torino
entrerebbe in un’inevitabile orbita privatrizzatrice.
A fine giugno scade la concessione per una parte del servizio
idrico nell’area genovese, il che significa, come a Parigi, che
potrebbe essere avviato un primo processo di ripubblicizzazione
dello stesso.
Dare il via libera alla fusione significa, invece, aver gia’
deciso che continua e si rafforza la privatizzazione dell’acqua,
anche dove, come in questo caso, ci sono condizioni piu’
favorevoli che in altri contesti per la ripubblicizzazione.
Vorrei ricordarlo ai colleghi che in buonafede,rispondono in
queste ore alle mail dei movimenti,garantendo che fino a quando
ci saranno loro,Smat resterà pubblica.
La votazione di oggi rappresenta una seria ipoteca su queste
promesse,ora per domani.
Forse quando molti in quest’aula si renderanno conto del peso
della votazione su cui saremo chiamati ad esprimerci sarà troppo
tardi,la Borsa avrà brindato a quest’aggregazione sognandone già
un’altra,ad esempio quella con Trieste e Piacenza,nella fame
continua che il Mercato ha di aggregazioni che seminano il più
delle volte,riduzione dei livelli occupazionali,aumento delle
tariffe e peggioramento dei servizi offerti.
E' l'inizio della fine per i servizi pubblici locali e
un'ulteriore mina all'autorità e all'autonomia delle assemblee
elettive;un consiglio di amministrazione si sostituirà a
noi,artefici della nostra stessa fine.
Avvertiamo un senso di responsabilità nei confronti dei
cittadini torinesi e siamo da sempre impegnati nella battaglia
per i beni comuni e a tutela dei servizi pubblici locali e anche
per questo condurremo nelle sedi istituzionali la battaglia per
la loro difesa,senza ambiguità alcuna.