Sono stati annunciati per i prossimi giorni la
conclusione del percorso di approfondimento sul grattacielo
Intesa SanPaolo ed il conseguente voto in Consiglio Comunale
sull’ennesima variante, la 164, escamotage dichiarato che
permetta teoricamente di innalzare all’infinito questa
costruzione e la futura torre gemella a Porta Susa.
La Sinistra e l’Arcobaleno ritiene che
l’approfondimento tecnico necessiti di ulteriori passi. Lo ha
evidenziato la dottoressa Liliana Pittarello, Responsabile
della Soprintendenza Regionale, lamentando l’assenza di uno
studio complessivo sulla crescita verticale della città, che
non è necessario formalmente, ma sicuramente dal punto di
vista sostanziale. Contemporaneamente è emersa l’esigenza di
elaborare la Valutazione Ambientale Strategica degli ambiti
interessati, così come richiesto dal nuovo Codice Ambientale.
Infatti, la Relazione di Compatibilità Ambientale redatta con
la precedente variante 124, che ha innalzato le due torri da
100 a 150 metri, è risultata molto superficiale, e neanche
sottoposta alla valutazione dei cittadini, così come previsto
fra l’adozione e l’approvazione di una variante.
Questo aspetto dimostra la totale assenza di
dibattito nelle scelte fatte dall’amministrazione comunale,
che si è posta come unico obiettivo la permanenza e
l’insediarsi di attività economiche di pregio nel territorio.
Purtroppo, come denunciato da più parti, l’evoluzione della
vicenda Intesa SanPaolo di questi mesi non offre alcuna
garanzia effettiva sugli investimenti nel nostro territorio.
Lo hanno ribadito le audizioni dei suoi vertici e delle
organizzazioni sindacali.
Fatte queste premesse, a questo punto,
riteniamo come amministratori che, in corrispondenza al
dibattito sviluppatosi in città negli ultimi mesi, sia
divenuto ormai insostenibile non coinvolgere la cittadinanza
su una modifica che andrà ad incidere pesantemente sulla
configurazione urbanistica della città. Questa consultazione
può realizzarsi nei prossimi mesi attraverso lo strumento del
Referendum consultivo, così come previsto dall’articolo 15
dello Statuto della Città.
Ieri si è svolto il referendum a Firenze su
un’opera, probabilmente non comunicata bene e per tempo. Il
fatto che la maggioranza dei votanti si sia espressa in modo
contrario alla tramvia vicina al Battistero lo dimostra, al di
là delle interpretazioni che possono essere date sulla
riuscita o meno del referendum. Si è comunque trattato di un
momento di democrazia e di coinvolgimento della cittadinanza.
La percentuale di partecipazione pari circa al 40% è
significativa per un’opera che non stravolgerà pesantemente
l’impianto urbanistico della città come invece faranno i
grattacieli sulla Spina 2.
In passato Torino ha promosso un solo
Referendum: il 31 gennaio 1989 i gruppi consiliari di PCI,
Sinistra Indipendente, Lista Verde e DP presentarono,
sottoscritta dai quattro capigruppo, una proposta di
deliberazione dell’indizione e l’organizzazione di un
referendum cittadino sulla chiusura progressiva al traffico
automobilistico privato dei non residenti del centro cittadino
e sulla realizzazione di zone a traffico limitato ed isole
pedonali nei quartieri periferici.
Anche in questo caso, riteniamo che il
Referendum debba distinguere l’impatto della crescita
verticale sul centro della città rispetto alle sue periferie.
Il quesito su cui proponiamo si svolga il
Referendum è il seguente: “E’ opportuno autorizzare la
costruzione degli edifici a torre con altezza superiore ai 100
metri, comunemente detti grattacieli, nel centro della città e
sulla Spina Centrale, non escludendone la localizzazione nelle
aree periferiche, a patto di verificarne comunque l’impatto
ambientale e paesaggistico?”
La delibera verrà sottoposta al voto del
Consiglio Comunale e sarà necessaria la maggioranza assoluta
dei voti; nel caso in cui ciò non avvenisse sarebbero i
partiti de La Sinistra l’Arcobaleno ad organizzare una
consultazione informale in tutte le Circoscrizioni.
Per i costi, cercheremo, una volta approvata la
delibera, di limitare allo stretto indispensabile i costi
della consultazione, auspicando, come avvenne nella precedente
consultazione del 1989, la coincidenza del referendum con
altre scadenze elettorali.
In merito alla polemica sollevata dal
Vicepresidente, Michele Coppola, ci saremmo aspettati
un’attenzione ed una sensibilità maggiore dalla seconda carica
del Consiglio Comunale, nei confronti di approfondimenti
richiesti per espletare al meglio il mandato ricevuto dai
cittadini torinesi .
Gli ricordiamo quindi che i motivi dei
"ritardi" non sono da imputarsi al Comune, ma sono piuttosto
dovuti all’esigenza di Intesa SanPaolo di alzare la Torre
Uffici.
La data entro cui il cantiere dovrebbe iniziare
è il 31 Dicembre 2008.
Monica Cerutti, Capogruppo Sinistra Democratica
Luca Cassano, Capogruppo Rifondazione Comunista
Domenico Gallo, Capogruppo Comunisti Italiani