Dopo Firenze, anche Torino ascolti i cittadini

La Sinistra l’Arcobaleno promuove un referendum consultivo

sulla crescita verticale della città

 

Nel giorno successivo al referendum di Firenze sulla costruzione della tramvia vicino al Battistero, la Sinistra l’Arcobaleno torinese presenta la sua proposta di un referendum consultivo sulla crescita verticale della città da sottoporre al Consiglio Comunale. Non si tratta di esprimersi a favore o contro i grattacieli. Il quesito che proponiamo è il seguente:

“E’ opportuno autorizzare la costruzione degli edifici a torre con altezza superiore ai 100 metri, comunemente detti grattacieli, nel centro della città e sulla Spina Centrale, non escludendone la localizzazione nelle aree periferiche, a patto di verificarne comunque l’impatto ambientale e paesaggistico?”

 

Sul sito www.torinoasinistra.it è possibile trovare la proposta di delibera, partecipare al sondaggio sull’opportunità del referendum e scrivere a referendum@torinoasinistra.it

 

 

Sono stati annunciati per i prossimi giorni la conclusione del percorso di approfondimento sul grattacielo Intesa SanPaolo ed il conseguente voto in Consiglio Comunale sull’ennesima variante, la 164, escamotage dichiarato che permetta teoricamente di innalzare all’infinito questa costruzione e la futura torre gemella a Porta Susa.

 

La Sinistra e l’Arcobaleno ritiene che l’approfondimento tecnico necessiti di ulteriori passi. Lo ha evidenziato la dottoressa Liliana Pittarello, Responsabile della Soprintendenza Regionale, lamentando l’assenza di uno studio complessivo sulla crescita verticale della città, che non è necessario formalmente, ma sicuramente dal punto di vista sostanziale. Contemporaneamente è emersa l’esigenza di elaborare la Valutazione Ambientale Strategica degli ambiti interessati, così come richiesto dal nuovo Codice Ambientale. Infatti, la Relazione di Compatibilità Ambientale redatta con la precedente variante 124, che ha innalzato le due torri da 100 a 150 metri, è risultata molto superficiale, e neanche sottoposta alla valutazione dei cittadini, così come previsto fra l’adozione e l’approvazione di una variante.

 

Questo aspetto dimostra la totale assenza di dibattito nelle scelte fatte dall’amministrazione comunale, che si è posta come unico obiettivo la permanenza e l’insediarsi di attività economiche di pregio nel territorio. Purtroppo, come denunciato da più parti, l’evoluzione della vicenda Intesa SanPaolo di questi mesi non offre alcuna garanzia effettiva sugli investimenti nel nostro territorio. Lo hanno ribadito le audizioni dei suoi vertici e delle organizzazioni sindacali.

Fatte queste premesse, a questo punto, riteniamo come amministratori che, in corrispondenza al dibattito sviluppatosi in città negli ultimi mesi, sia divenuto ormai insostenibile non coinvolgere la cittadinanza su una modifica che andrà ad incidere pesantemente sulla configurazione urbanistica della città. Questa consultazione può realizzarsi nei prossimi mesi attraverso lo strumento del Referendum consultivo, così come previsto dall’articolo 15 dello Statuto della Città.

 

Ieri si è svolto il referendum a Firenze su un’opera, probabilmente non comunicata bene e per tempo. Il fatto che la maggioranza dei votanti si sia espressa in modo contrario alla tramvia vicina al Battistero lo dimostra, al di là delle interpretazioni che possono essere date sulla riuscita o meno del referendum. Si è comunque trattato di un momento di democrazia e di coinvolgimento della cittadinanza. La percentuale di partecipazione pari circa al 40% è significativa per un’opera che non stravolgerà pesantemente l’impianto urbanistico della città come invece faranno i grattacieli sulla Spina 2.

In passato Torino ha promosso un solo Referendum: il 31 gennaio 1989 i gruppi consiliari di PCI, Sinistra Indipendente, Lista Verde e DP presentarono, sottoscritta dai quattro capigruppo, una proposta di deliberazione dell’indizione e l’organizzazione di un referendum cittadino sulla chiusura progressiva al traffico automobilistico privato dei non residenti del centro cittadino e sulla realizzazione di zone a traffico limitato ed isole pedonali nei quartieri periferici.

Anche in questo caso, riteniamo che il Referendum debba distinguere l’impatto della crescita verticale sul centro della città rispetto alle sue periferie.

Il quesito su cui proponiamo si svolga il Referendum è il seguente: “E’ opportuno autorizzare la costruzione degli edifici a torre con altezza superiore ai 100 metri, comunemente detti grattacieli, nel centro della città e sulla Spina Centrale, non escludendone la localizzazione nelle aree periferiche, a patto di verificarne comunque l’impatto ambientale e paesaggistico?”

La delibera verrà sottoposta al voto del Consiglio Comunale e sarà necessaria la maggioranza assoluta dei voti; nel caso in cui ciò non avvenisse sarebbero i partiti de La Sinistra l’Arcobaleno ad organizzare una consultazione informale in tutte le Circoscrizioni.

Per i costi, cercheremo, una volta approvata la delibera, di limitare allo stretto indispensabile i costi della consultazione, auspicando, come avvenne nella precedente consultazione del 1989, la coincidenza del referendum con altre scadenze elettorali.

In merito alla polemica sollevata dal Vicepresidente, Michele Coppola, ci saremmo aspettati un’attenzione ed una sensibilità maggiore dalla seconda carica del Consiglio Comunale, nei confronti di approfondimenti richiesti per espletare al meglio il mandato ricevuto dai cittadini torinesi .

Gli ricordiamo quindi che i motivi dei "ritardi" non sono da imputarsi al Comune, ma sono piuttosto dovuti all’esigenza di Intesa SanPaolo di alzare la Torre Uffici.

La data entro cui il cantiere dovrebbe iniziare è il 31 Dicembre 2008.

 

 

Monica Cerutti, Capogruppo Sinistra Democratica

Luca Cassano, Capogruppo Rifondazione Comunista

Domenico Gallo, Capogruppo Comunisti Italiani

 

 

 

 
Luca Cassano © 2007
aggiornato al  19 Febbraio  2008 ore 01.13
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