Ribadiamo che la
richiesta del Comune di Genova di inserire
in delibera la proposta di modifica
dell'articolo 9 dello Statuto della nuova
società, aggiungendo il vincolo del
mantenimento del 51% di
partecipazione pubblica, esplicitando
così la dizione "in misura rilevante", ci
vede assolutamente favorevoli.
Anzi è per noi
condizione necessaria per
esprimerci positivamente all'integrazione
Iride-Enia.
E non la
intendiamo quindi come contropartita alla
modifica dell'articolo 9 dello Statuto della
società Finanziaria Sviluppo Utilities
S.r.L. (le cui quote sono detenute al 50%
dal Comune di Torino e al 50% dal Comune di
Genova), proposta dal Comune di Torino, che
renderebbe più semplice lo scioglimento
della società stessa, ipotesi finora maì
presa in considerazione, e quindi per noi
non significativa, nel caso Genova non la
accettasse. Non diamo quindi alcun mandato
al sindaco Chiamparino per lo scioglimento
della holding FSU.
Ci sembra
importante sottolinearlo, perchè per noi la
maggioranza pubblica continua ad essere un
requisito fondamentale, anche se vediamo che
spesso può non essere decisivo nel
controllo, come l'esperienza Sagat dimostra.
In questo senso,
ancor di più, non ci siamo mai espressi
favorevolmente rispetto alla possibilità di
scendere al 30% dell'azionariato pubblico,
rendendolo contendibile, come più volte
invece dichiarato dal nostro Sindaco.
Coerentemente dunque riteniamo fondamentale
la modifica del 51%, che verificheremo
ancora lunedì in Commissione, per
comprendere se vi siano le condizioni per la
votazione della delibera in Consiglio.
In particolare,
in relazione al servizio idrico,
giudichiamo che la maggioranza pubblica sia
il requisito minimo da garantire. Riteniamo
inoltre che Smat per il nostro
territorio debba invece rimanere autonoma
e a totale proprietà pubblica. E a questo
proposito richiediamo che nella società
Iride-Enia non vi sia alcuna
industrializzazione del servizio idrico,
come potrebbe far presumere l'oggetto
sociale: l'imbottigliamento e vendita al
dettaglio o all'ingrosso di acqua potabile,
sia direttamente che indirettamente. Un
oggetto sociale di questo tipo non è infatti
presente nello statuto di Smat.
Abbiamo inoltre
verificato grande attenzione al
consolidamento industriale e finanziario del
soggetto nascente, meno agli aspetti legati
alla qualità del servizio reso, ai risvolti
occupazionali e lavorativi, ai costi
tariffari. E' stato aggiunto su nostra
proposta fra gli obiettivi: "il
miglioramento degli standard di qualità dei
servizi resi ai cittadini".
Chiediamo, anche
in questo caso, garanzie sui livelli
occupazionali, che non risultano
superflue in un periodo come questo, quando
ci risulterebbe che gli occupati in Iride
siano man mano diminuiti.
Le nostre
indicazioni sul servizio idrico, Smat e
garanzie sui livelli occupazionali saranno
contenute in una nostra mozione di
accompagnamento.
Luca Cassano,
Capogruppo Rifondazione Comunista Consiglio
Comunale di Torino
Monica Cerutti,
Capogruppo Sinistra Democratica Consiglio
Comunale di Torino