Città di Torino
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Torino,12 Giugno 2008
Un tram chiamato desiderio.... non solo di posti in
un consiglio di amministrazione
Apprendiamo
con sempre più stupore gli aggiornamenti sulla fusione GTT-ATM e ringraziamo i
quotidiani che sono ad oggi l'unica vera fonte ad informarci sullo stato
dell'arte. Abbiamo discusso dell'ipotetica fusione GTT-ATM in Sala Rossa il 4
febbraio. Avevamo fatto dichiarazioni che sorprendentemente ritroviamo
nell'editoriale su La Stampa di oggi di Luigi La Spina, che non possiamo
certamente ascrivere alle forze della Sinistra che rappresentiamo.
Avevamo
infatti domandato quali studi fossero stati eseguiti o in corso per confrontare
un’alleanza orizzontale come quella GTT-ATM con una regionale aggregando le
aziende attive nelle varie province, o se fossero state valutate possibili
alleanze con operatori stranieri.
Avevamo
dunque chiesto la garanzia, a questo punto del tutto disattesa, che fosse
comunque possibile alla fine della valutazione anche la cosiddetta opzione
zero, cioè se fosse possibile azzerare tutto nel caso di un percorso non
vantaggioso per GTT.
A
noi non è dato al momento conoscere il documento di 23 pagine, che sarebbe il
frutto dello studio di fattibilità della fusione. Anche se apprendiamo che
sarebbe addirittura prevista già per il 9 luglio la domanda all'Antitrust. E'
stato redatto un piano industriale?
Lasciamo
ad altri la discussione sugli assetti di potere interni a GTT, che tanto
appassionano il management e le correnti del Pd, molto presenti nell'azienda.
Francamente pensiamo che la polemica sui componenti del consiglio di
amministrazione non possa essere slegata da valutazioni di merito sulla bontà
dell'operazione per GTT.
Al
momento l'unico elemento che conosciamo e che è alla base della scelta di ATM
come partner è dato dal profilo patrimoniale dell'impresa milanese, che gode di
significativa liquidità, grazie allo sviluppo della sua rete metropolitana. E'
certamente importante per una decisone, ma riteniamo non determinante.
E'
evidente invece il pericolo di un’incorporazione di GTT in ATM, che
rischierebbe di disperdere il patrimonio tecnico ed umano acquisito in questi anni
da GTT.
Siamo
preoccupati dalla superficialità estrema con cui la politica non sta
affrontando una materia così delicata, che investe il futuro dei lavoratori e
della qualità del trasporto pubblico. La drammatica crisi del petrolio di
queste ore rende ancora più strategico il potenziamento del servizio pubblico,
la cui richiesta è cresciuta ovunque nelle grandi metropoli.
Forse
23 paginette sono riduttive per fare una scelta così importante per la GTT, i
suoi dipendenti e i cittadini torinesi che ne sono gli azionisti, rappresentati
dai Consiglieri Comunali, che in questo momento risultano invece completamente
esautorati dal loro ruolo.
La
Sinistra non ha pregiudizi nella ricerca di una maggiore competitività, ma
desidera che sia ricercata la soluzione migliore per GTT e Torino, garantendo
la centralità dell'indirizzo del Consiglio Comunale ed anche un maggior
coinvolgimento dei lavoratori dell'azienda.
Non
crediamo che in questo momento queste condizioni siano garantite.
Luca Cassano - Capogruppo Rifondazione Comunista
Monica Cerutti - Capogruppo Sinistra Democratica