Torino, 3 marzo 2009

Al Vicepresidente del Consiglio Comunale

Michele Coppola

 

PER UN CONSIGLIO APERTO SULLA CRISI ECONOMICA E DELL'INDUSTRIA DELL'AUTO

 

Le notizie che quotidianamente giungono sulla crisi nella nostra città e nel nostro Paese,impongono una presa di coscienza collettiva da parte di noi tutti sulle difficoltà economiche che migliaia di torinesi affrontano quotidianamente.

Tanti sono ormai i settori in crisi ma è evidente che per la vocazione della nostra città, il peso e l’importanza che rivestono l’industria dell’Auto e il suo indotto impongono all’agenda politica una discussione non più rimandabile.

La dimensione globale della crisi e le risposte che i governi mondiali stanno predisponendo, non possono farci dimenticare il ruolo e gli interventi degli Enti Locali nel recente passato

Va avanzata la “commessa” pubblica per un nuovo sistema di mobilità dei centri urbani (non riguarda solo Torino ma anche ad esempio Alessandria, Novara, Cuneo..) che hanno difficoltà di gestione dei tempi e degli spazi di un traffico nella città, fortemente caratterizzato dal trasporto individuale privato.

Gli investimenti che gli Enti Pubblici erogano alle imprese devono essere finalizzate a questo obiettivo progettando e costruendo in Italia, i nuovi veicoli con trazione ecologicamente compatibile sia per il grande trasporto collettivo sia per quello individuale.

Nel 2002 presentammo pubblicamente, come Rifondazione Comunista, tale proposta al Comune di Torino rivendicando un intervento pubblico con la funzione di ripensare l’impianto urbano torinese e per fare da volano alla ripresa della FIAT sia occupazionale che di prodotto.

Ci fu solo un parziale e tardivo supporto alla crisi FIAT con 70.milioni di € e la costituzione della società TNE che tra i suoi scopi ha sia la valorizzazione dei terreni FIAT ad essa ceduti sia la possibilità di intervento per lo sviluppo e l’occupazione locali. Gli effetti di quell’intervento oggi sono esauriti.

L’intero progetto va ripensato e rilanciato, rivendicando che su di esso si indirizzino le scelte Governative per la creazione delle infrastrutture e degli ulteriori fondi per la ricerca e il ricambio dei mezzi sia pubblici collettivi che quelli individuali, privati e pubblici.

Partendo da questa riflessione poniamo all’attenzione di tutti i colleghi la necessità di approfondire al più presto con gli strumenti propri del Consiglio una discussione che investe noi tutti sul futuro dell’industria dell’auto dell’occupazione nella nostra Città.

Siamo quindi a proporre la convocazione di un Consiglio Straordinario sulla Crisi Economica e sulla Fiat,come primo momento di confronto,valutando l’opportunità di estendere la discussione alle parti sociali e ai vertici aziendali.

 

Luca Cassano

 

 

 

 

 


 
 
Luca Cassano © 2009
aggiornato al 3 Marzo 2009 ore 21.56
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