Le
notizie che quotidianamente giungono sulla crisi nella nostra città
e nel nostro Paese,impongono una presa di coscienza collettiva da
parte di noi tutti sulle difficoltà economiche che migliaia di
torinesi affrontano quotidianamente.
Tanti
sono ormai i settori in crisi ma è evidente che per la vocazione
della nostra città, il peso e l’importanza che rivestono l’industria
dell’Auto e il suo indotto impongono all’agenda politica una
discussione non più rimandabile.
La
dimensione globale della crisi e le risposte che i governi mondiali
stanno predisponendo, non possono farci dimenticare il ruolo e gli
interventi degli Enti Locali nel recente passato
Va
avanzata la “commessa” pubblica per un nuovo sistema di mobilità dei
centri urbani (non riguarda solo Torino ma anche ad esempio
Alessandria, Novara, Cuneo..) che hanno difficoltà di gestione dei
tempi e degli spazi di un traffico nella città, fortemente
caratterizzato dal trasporto individuale privato.
Gli
investimenti che gli Enti Pubblici erogano alle imprese devono
essere finalizzate a questo obiettivo progettando e costruendo in
Italia, i nuovi veicoli con trazione ecologicamente compatibile sia
per il grande trasporto collettivo sia per quello individuale.
Nel 2002
presentammo pubblicamente, come Rifondazione Comunista, tale
proposta al Comune di Torino rivendicando un intervento pubblico con
la funzione di ripensare l’impianto urbano torinese e per fare da
volano alla ripresa della FIAT sia occupazionale che di prodotto.
Ci fu
solo un parziale e tardivo supporto alla crisi FIAT con 70.milioni
di € e la costituzione della società TNE che tra i suoi scopi ha sia
la valorizzazione dei terreni FIAT ad essa ceduti sia la possibilità
di intervento per lo sviluppo e l’occupazione locali. Gli effetti di
quell’intervento oggi sono esauriti.
L’intero
progetto va ripensato e rilanciato, rivendicando che su di esso si
indirizzino le scelte Governative per la creazione delle
infrastrutture e degli ulteriori fondi per la ricerca e il ricambio
dei mezzi sia pubblici collettivi che quelli individuali, privati e
pubblici.
Partendo
da questa riflessione poniamo all’attenzione di tutti i colleghi la
necessità di approfondire al più presto con gli strumenti propri del
Consiglio una discussione che investe noi tutti sul futuro
dell’industria dell’auto dell’occupazione nella nostra Città.
Siamo
quindi a proporre la convocazione di un Consiglio Straordinario
sulla Crisi Economica e sulla Fiat,come primo momento di
confronto,valutando l’opportunità di estendere la discussione alle
parti sociali e ai vertici aziendali.