Ci si salva e
si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno
La ringrazio Presidente,
Prendo la parola in questa sede oggi per l’intervento forse più
difficile nella mia esperienza politica di 10 anni.
Lo faccio per la stima che nutro nei confronti di un’istituzione
della quale ho sempre avuto un grande rispetto per la storia di cui
è portatrice e per gli uomini e le donne che l’hanno nel corso dei
decenni,resa tale.
L’ho scritto nella mia lettera di dimissioni consegnata poche ore fa
alla Conferenza dei Capigruppo;quando nel 2006 fui eletto in questo
Consiglio,con tutti i timori dell’età e del significato alto che
aveva per un ragazzo di 24 anni entrare in questi luoghi speravo ed
ho sperato a lungo di potermi formare attraverso le storie
politiche,le esperienze di uomini e donne molto più maturi di me.
In alcuni casi è stato così,in altri invece mi è spesso stato
consigliato di curare i miei interessi e le mie ambizioni sopra
tutto e sopra tutti. Mi veniva suggerito di assecondare le pulsioni
al carrierismo,in una corsa verso il Potere e di ignorare il resto.
Non è mai stato e non sarà mai così.
In questi anni qui dentro ho sempre cercato di non tradire i miei
ideali,il rispetto nei confronti del prossimo oltre le distanze
abissali della politica,provando a saper essere duri senza mai
perdere la tenerezza.
Le critiche,soprattutto nei confronti di chi ti è più vicino sono
ancora più dolorose rispetto a quelle verso gli avversari.
Anche attorno al gesto delle mie dimissioni,non sono mancate le voci
di chi vi ha letto un ultimo disperato tentativo per poter
concorrere alla carica più prestigiosa di questa Sala,la carica di
Presidente del Consiglio.
Solo una lettura parziale e superficiale da parte di chi non mi
conosce o di chi ha pensato di sovrapporre su di me gli abiti di
altri,può aver dipinto uno scenario di questo tipo.
L’ossessione per questa carica cari colleghi ,è il caso di dirlo, ha
colto altri ma non il sottoscritto se è vero che anche attorno alla
mozione di sfiducia nei confronti del Presidente Castronovo si
annida il dubbio fondato che sia stata scritta per motivi che nulla
hanno a che fare con la manifestazione dei militanti di Free
Palestine e con l’incidente istituzionale seguitone.
In altri tempi,Signor Presidente lei se la sarebbe cavata con una
mozione di censura da parte del Consiglio ma così non è stato.
La sua, Presidente ,è sempre stata una poltrona scomoda,ed in molti
si sono spesso esercitati ad accentuare le difficoltà che ha
riscontrato in questi tre anni;lei è spesso stato bersaglio e non
arbitro e questo ha compromesso la sua funzione nel corso del tempo
oltre gli errori legittimi che ognuno di noi può compiere.
Oggi ci troviamo però in una condizione diversa con oltre 40
consiglieri di questa Sala che non si riconoscono nella sua funzione
di Presidente del Consiglio e forse sarebbe stato opportuno e
consigliabile non arrivare a questo punto,a questa discussione ed al
voto di sfiducia sul quale tra qualche ora saremo chiamati ad
esprimerci.
Sarebbe stato più logico,ascoltare le indicazioni del Partito che
l’ha eletta insieme a me nel 2006 e che accettò quella carica
nell’ambito di un accordo programmatico e di coalizione tutt’oggi
valido.
Non per lasciare posto a qualcun altro,me compreso, ma per dare un
senso alla democrazia interna ad un Partito e alla funzione ed al
significato che ancora riveste per un comunista lo stare seduto in
istituzione,soprattutto con incarichi di prestigio.
Non siamo qui per noi stessi siamo qui per rappresentare quel
mondo,quella Città di sotto che vive oggi una crisi senza precedenti
e che non si riconosce più nei Partiti e nelle Istituzioni.
Quei ceti deboli che non capiscono i nostri dibattiti sterili ed
avulsi dalla realtà drammatica che la recessione ci consegna.
Siamo qui per dare un senso alla rappresentanza politica della
nostra gente,dei cassintegrati,dei precari,dei tanti che ci hanno
votato 3 anni fa e che probabilmente oggi sarebbero in dubbio sul
rinnovarci la delega,la fiducia.
La crisi della politica e della Sinistra sta anche in questo,nelle
caricature da macchietta che si sostituiscono ai grandi uomini
politici del passato e non a caso i giovani guardano con sempre
maggiore diffidenza a questo mondo.
Noi,signor Presidente,non abbiamo fatto molto per colmare quel
divario ma siamo entrati nella stessa logica che avremmo dovuto
combattere,dell’interesse personale sopra il bene pubblico.
Questa è la raffigurazione e la percezione esterna che emerge
scorrendo le pagine dei giornali delle ultime settimane.
Proprio nei giorni in cui tutto questo aveva inizio il mio Partito
produceva in grande quantità un bellissimo manifesto con il ritratto
di Enrico Berlinguer con una sua frase sulla questione morale del
1981,l’anno prima della mia nascita.
Forse anche per questo ho ritenuto non più sopportabile il peso ed
il significato dell’eredità che sopra ognuno di noi,in piccole parti
grava.
Continuo a pensare che la Sinistra debba e possa ripartire dagli
insegnamenti di questo come di altri grandi uomini del passato per
sfuggire alle miserie dell’oggi.
Anche per questo Presidente le chiedo per un’ultima volta di seguire
le indicazioni e i suggerimenti della Comunità politica che ci ha
eletto per tornare ad occuparci del Bilancio,della Crisi,del Welfare
municipale perché il tempo sta per scadere.
Dobbiamo ricostruire una credibilità e non sarà facile fino a quando
il suo nome verrà indebitamente e inappropriatamente accostato sui
quotidiani nazionali al caso Villari,ma si sa ai giornali è sempre
piaciuto metterci in ridicolo,specie quando gliene si danno gli
argomenti.
Se così non sarà,Signor Presidente,seguiremo,le indicazioni del
nostro Partito e voteremo contro la mozione di sfiducia presentata
da alcuni partiti della coalizione che guida questa città.
Consapevoli delle conseguenze che questo nostro voto determinerà ma
non strappando quel filo che lega gli eletti nelle istituzioni con i
rispettivi partiti.
Da domani ripartirà probabilmente il toto presidente a ridosso della
discussione su un bilancio difficile che necessiterebbe di tutte le
nostre attenzioni ed intelligenze.
La nostra città non merita questo spettacolo,la serietà dei problemi
che la attraversano nemmeno.
Diceva Enrico Berlinguer “Ci si salva e si va avanti se si agisce
insieme e non solo uno per uno” ,proviamo a ripartire da qui Signor
Presidente,con l’umiltà ed il rispetto necessario.
Luca Cassano